DI GRIGNOLINO IN GRIGNOLINO

Eccomi a parlare di uno dei miei argomenti preferiti: il vino.
Lo spunto una gita nel monferrato la scorsa domenica.
Era già programmata da tempo la visita a casa di Silvia ed Horacio, il pretesto, l’ennesimo, per trascorrere del tempo in loro compagnia, per fare pettegolezzi, per parlare di lavoro senza l’ansia degli appuntamenti che si susseguono, per parlare dei soliti figli che fanno le solite cose, da nord a sud, sempre gli stessi problemi, la casa, i figli, …
Certo la chiacchiera è più sciolta con un bicchiere di bollicine che ne scandisce il ritmo, e, proprio così è iniziata la nostra permanenza a Casale … neanche la pioggia aveva impedito il proseguimento delle chiacchiere, anche perché dalle bollicine il passo ad un buon risotto e ad un ottimo vino rosso era stato inevitabile.
Il sole della domenica mattina, visto come un miraggio data la stagione molto incerta, ci aveva spinto a registrarci come partecipanti alla manifestazione di Slow Food di grignolino in grignolino, quindi, “inforcati” i nostri bicchieri siamo partiti alla volta delle colline in cerca di cantine, di vini e di prodotti da degustare.
Guidati da Silvia e Horacio, le nostre tappe si sono rivelate tutte interessanti, e tra le colline bellissime di questo pezzo di piemonte, le soste si rivelano subito interessanti e golose e soprattutto ci svelano, il grignolino, il vitigno principe del Monferrato, impariamo a degustare il grignolino più classico, leggermente scarico nel colore, coi tannini spigolosi o quello tipicamente frizzante, oppure quello più moderno, più profumato, rufiano, bevibile.
Ciò che rende questo vino estremamente interessante è la facilità con cui lo possiamo portare in tavola, non possiamo certo immaginare di bere ogni giorno grandi vini, fondamentalmente perché un grande vino ha bisogno di un grande piatto (complesso,articolato, …) , quindi, incompatibile con i ritmi delle nostre giornate.
Vini come il grignolino, con un rapporto qualità-prezzo molto interessanti, completano la nostra cucina, non amando l’invecchiamento è un vino che bevuto giovane, i profumi floreali e fruttati con le note speziate non troppo invadenti lo rendono abbinabile a tanti dei nostri piatti quotidiani, gli arrosti, dal pollo all’agnello, dalla blanquette di vitello ad uno sformato di cereali e verdure.
Un degno compagno del nostro desco che, insieme ai nostri amici renderà più allegra, conviviale anche la cena improvvisa del martedì; buon cibo, buon vino, pochi ingredienti per una serata perfetta.

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