PAUSA PRANZO CERCASI …

Tra i primi giorni di dicembre e questa prima metà di gennaio le mie valigie hanno trascorso più tempo in un aeroporto che a casa nel ripostiglio.
Tra viaggi di lavoro e vacanze tre i luoghi che ho visitato, diversi tra loro per latitudine, usi, costumi e cibo.
Singapore è stata una vera scoperta, una città diversa da quelle a cui sono abituata a muovermi, su questa città, affacciata sulla baia di un importantissimo porto commerciale, svettano costruzioni pazzesche, sembra quasi che, la moderna architettura-ingegneria abbia scelto singapore per fare prove tecniche di design, di tecnologia.
Su tutte le costruzioni salta agli occhi il MARINA BAY SANDS, uno degli hotel più famosi al mondo, tre enormi torri su cui è planata la plancia di una nave che ospita al 57° piano una piscina, una vista mozzafiato e che, per un effetto ottico dello sfioro delle acqua, sembra quasi di fluttuare sulle cime dei grattacieli di singapore.
Istanbul, posta, anch’essa sul mare, mare che si insinua tra le vie della città, mille contraddizioni la contraddistinguono, le mille moschee adagiate in mezzo a palazzi modernissimi e a un traffico fin troppo caotico, palazzi reali ricchi, opulenti che si stagliano sulle viuzze dove ancora oggi migliaia di botteghe invitano i visitatori di tutto il mondo a fare acquisti di prodotti tipici e non.
Non ho ancora disfatto le valige dell’ultimo viaggio, Varsavia la mia ultima meta. Varsavia, completamente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale interamente rasa al suolo, ed è veramente un’esperienza emozionante vedere, nella città vecchia, la foto della città dopo il bombardamento.
Oggi varsavia, moderna città, ha potuto ricostruire il centro storico grazie ai dipinti di un pittore, amico del canaletto che l’aveva descritta minuziosamente nei suoi dipinti, è possibile rivivere nelle sue viuzze la stessa atmosfera di allora.
Città diverse, calde, umide, gelide tutte in comune una cosa: il pranzo frettoloso!
È la cosa che più mi è saltata all’occhio durante queste visite, ad ogni latitudine, tra le 12.00 e le 15.00 tutti i bar, i ristoranti di qualunque quartiere sono pieni di gente che, tra un giornale, un cellulare o un tablet, siede su uno sgabello per mangiare velocemente uno spuntino.
Devo dedurre che ormai quasi più nessuno torna a casa per pranzo, tutti mangiano fuori ingoiati dal traffico, dalla frenesia che la vita moderna ci impone. Una vecchia pubblicità degli ani ’60 vedeva un noto attore italiano seduto al tavolino di un bar posto al centro di un crocevia trafficato, a pensarci oggi, più che una reclame, una profezia.
Singapore, varsavia, roma, istanbul, … un elenco che potrebbe essere ben più lungo, ovviamente, ci racconta uno spaccato di una vita che, ad ogni latitudine si fa sempre più veloce e che sta portando tutti a perderci profumi, colori e sapori di cibi di cui presto non avremo più memoria.

Leave a reply