Assaprà 2016

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Lisandro, Titania e Ippolita questa volta, però, li lascio nel bosco e nelle trame del grande Shakespeare e prendo in prestito il titolo per condividere il ricordo della serata di sabato scorso, una notte di mezza estate nell’alta Murgia, a Masseria Cimadomo.

Il contesto è lontano dalla realtà cittadina, una delle tante masserie incastonate tra ulivi, campi di grano e muretti a secco; la grande aia ti accoglie materna, donandoti quel senso di pace e tranquillità a cui, tanti di noi, non sono più abituati.

I locali della masseria , pur ristrutturati, conservano intatti la suggestione del tempo antico, le sale che oggi accolgono festosi convivi , senza troppa vergogna oggi svelano l’antica accoglienza per gli animali, un tempo, prezioso anello dell’economia contadina.

Lontani, quindi, non solo dalla città ma anche da quelle piazze paesane che, in estate, accolgono orde di turisti e curiosi tra sagre e concerti.

L’idea, degli organizzatori di Assaprà Festival 2016 è quella di far rivivere gli  antichi sapori della Murgia  in un luogo fuori dal tempo.

Ecco , quindi, comparire sulla grande aia, le veterane delle feste paesane, la cassa armonica e le luminarie, le balle di fieno, sedili spigolosi ma dal profumo inebriante, accolgono gli ospiti che cominciano ad arrivare.

Il navigatore, questa sera non serve, basta seguire il suono della  tarantella, e il vociare delle genti,  i colori  delle luci e della splendida luna e i profumi della brace in preparazione, tutto questo porta ad Assaprà Festival 2016.

Nessuno rimarrà deluso, gli ingredienti per il sogno di mezza estate ci sono tutti: gli antichi ingredienti proposti nella veste più pura e in quella moderna sono pronti a soddisfare palati gourmet e semplici amanti del buon cibo,  le braciole al sugo e il caciocavallo impiccato, sono un inno alla tradizione,  mentre i ceci neri  e i peperoni rossi,  mescolati all’acqua di mare di Puglia di Steralmar  e sapientemente interpretati dagli chef Felice Sgarra e Antonio Scalera, sono la versione haute couture della cucina tradizionale, e poi, la focaccia coi fichi di Tiziano Mita, un tuffo nei ricordi d’infanzia, il fresco rosato, il  principe dei vini di questa terra, la banda musicale festosa compagnia del cibo, la fresca brezza di luglio… tanti gli ingredienti per una magica serata ma mescolati con sapienza e maestria!

Sono doverosi i ringraziamenti a chi, ha saputo cogliere la necessità di un ritorno alle origini, alle vecchie tradizioni, come base necessaria e indispensabile per interpretare la modernità e poterla tramandare nella maniera più giusta.

Vito Cannillo, Sabino Ferrucci, Cesare Mongelli,  Scuola del Gusto Dok/Famila , grazie a voi per l’impegno,  ci vediamo ad Assaprà 2017, la luna è stata già avvisata.

 

PALMA D’ONOFRIO

 

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